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Storia della fitoterapia

Fitoterapia e piante officinali

I prodotti per parrucchieri Methos fondano la propria filosofia sulle proprietà delle Piante officinali e sul loro sapiente impiego.

Con questo compendio desideriamo promuovere una maggiore conoscenza circa le Erbe impiegate nei Preparati per parrucchieri, la loro potenza trattante, l’efficacia delle sinergie studiate.

E questa conoscenza sarà preziosa per Voi acconciatori del Benessere, per essere garantiti e garantire la qualità dei prodotti che utilizzate.

Sarà anche oggetto di risposta alle sempre più numerose domande che Vi vengono rivolte dai clienti, attenti oggi più che mai alla qualità dei loro acquisti per la certezza di un risultato.

Fitoterapia: gli albori

Quale nutrimento più facile a reperirsi per i primi uomini se non frutti, bacche, foglie, radici… e di certo avranno cominciato anche ad osservarne alcuni effetti su di loro; del resto molte scoperte nei secoli sono avvenute casualmente e, chissà, forse i nostri progenitori per alimentare il fuoco bruciavano rami e piante secche, sviluppando così fumi e aromi che se respirati potevano infondere uno stato di eccitazione oppure di benessere e rilassamento, un miglioramento o un peggioramento del loro stato di salute.

Poi, probabilmente, avranno cercato di riproporre sistematicamente gli effetti più gradevoli e i benefici, associandoli ad una determinata erba o radice e ad un particolare profumo, avviando così una primordiale forma di “catalogazione”.

E forse avranno cominciato a divinare le Piante, attribuendo loro poteri magici.

Siamo ancora ben lontani dall’aver intuito quanto questi effetti e questi profumi in realtà siano dovuti ai principi attivi e all’olio essenziale presente nella pianta!

Le proprietà officinali delle piante nelle prime civiltà

Avviciniamoci ora a grandi passi alla comparsa delle prime grandiose Civiltà del passato: i Sumeri, gli Assiri e i Babilonesi, i popoli dell’antica Cina e dell’India, fino agli Egizi, ai Greci, ai Romani. Tutta l’area mediorientale, quella orientale ed il bacino del Mediterraneo sono la culla che accoglie la nascita delle Arti, delle Scienze Mediche, Matematiche, Astronomiche… popoli di guerrieri, ma che compresero quale enorme potenza avessero le armi della Conoscenza per poter fare di una Civiltà una Grande Civiltà.

E l’Uomo ha sempre vissuto in simbiosi con la Natura, adattandosi ai suoi ritmi, a volte avendone paura e cercando quindi di aggraziarsela con riti e sacrifici, ma più spesso traendo da essa l’Energia, la Vita.

E nella Natura ha sempre cercato un aiuto per migliorare il proprio stato di salute, per superare le malattie e per curare le ferite, per mantenere i cibi e conservare a lungo i corpi dei defunti, per profumarsi e rendere più gradevole la propria persona.

Il termine Fitoterapia deriva proprio dal greco Phyton, ossia Pianta, e Therapeia, cioè Terapia.

Significa utilizzare a scopo curativo e medicamentoso unicamente i principi attivi contenuti nelle Piante. È in assoluto la medicina più naturale e più antica usata dall’Uomo, dapprima in maniera empirica e del tutto istintiva, poi, col tempo, associando l’uso delle Erbe a una Scienza vera e propria.

Le piante aromatiche nell’antico oriente

Notizie sull’utilizzo di Piante aromatiche giungono a noi dall’Oriente di 5000 anni prima di Cristo. L’Imperatore cinese dell’epoca, Kiwan Ti, ne era appassionato; catalogò e descrisse le proprietà terapeutiche di numerose erbe, i loro profumi e le virtù medicamentose.

E gli Imperatori nei secoli successivi non mancarono mai di ampliare queste conoscenze, creando opere rimaste pilastri fondamentali per generazioni, come il Grande Libro di medicina interna dell’Imperatore Giallo o il Catalogo delle Piante, entrambi risalenti ad oltre 4000 anni fa.

La medicina tradizionale cinese pone ancora oggi la Fitoterapia al centro dei principali sistemi di cura.

Anche le popolazioni dell’India fondarono i principi della loro Medicina sull’utilizzo di Piante officinali e già negli antichi testi è riportato l’impiego degli aromi attraverso particolari formule. Gli Indiani erano maestri nella coltivazione delle varie specie di Piante, e ciò li rese famosi in tutta l’area asiatica e oltre.

Ad oggi la medicina Ayurvedica conta un numero sempre crescente di adepti.

Nell’area mesopotamica sono frequenti i ritrovamenti di iscrizioni su tavolette d’argilla recanti pozioni per l’impiego di Mirra, Menta, Camomilla, Pino, Cedro, Rosa, Cardamomo, Alloro… vi sono vere e proprie “biblioteche d’argilla” dedicate alla Scienza Medica nelle quali le Piante sono catalogate e descritte con dovizia di particolari.

Addirittura è stata rinvenuta un’antica ricetta (circa 3000 a.C.) per la preparazione di supposte a base di erbe aromatiche.

Gli stessi Babilonesi erano a conoscenza di oltre 1400 varietà di Piante dalle proprietà medicamentose.

Gli egiziani e gli oli essenziali

Nell’antico Egitto, sotto il regno dei Faraoni, erano i Sacerdoti dei Templi i depositari della conoscenza circa l’uso di creme, balsami, oli ed unguenti; esisteva già allora un fiorente commercio di Piante aromatiche, e gli Egizi ne conoscevano bene le proprietà curative.

Ritrovamenti di papiri dell’epoca (il Papiro di Ebres è il più antico e completo) portano a supporre che proprio qui nascano i primi concetti di estrazione degli oli per spremitura e distillazione; quindi le fondamenta per la moderna Aromaterapia, ovvero l’uso degli oli essenziali a scopo curativo.

E non dimentichiamo quanto la conoscenza abbia permesso loro di impiegare resine e oli di Cedro e Mirra nella conservazione dei corpi per millenni.

Erbe in medicina all’epoca degli antichi Greci

L’impiego degli aromi era per loro fondamentale sia per le applicazioni mediche che nella cosmesi quotidiana, per la quale usavano macerare in olio di mandorle o d’oliva il Basilico, la Rosa, la Maggiorana.

Ippocrate, “padre della medicina”, intorno al 410 a.C. per primo studiò e stabilì i dosaggi per l’utilizzo delle varie erbe.

Fu invece più tardi Teofrasto, discepolo di Platone ed Aristotele, l’autore di numerose opere al riguardo (Trattato sugli Odori, Le cause delle Piante), in cui catalogò e descrisse oltre 500 specie di piante e il loro utilizzo in medicina.

La botanica e Dioscoride

Una citazione a parte merita Dioscoride, medico greco attivo tra il 60 ed il 78 d.C.

Considerato il “Padre della Botanica”, fu autore dell’opera De Materia Medica, in cui descrive 813 piante medicinali, 101 sostanze animali, 102 sostanze minerali e ben 4740 applicazioni terapeutiche.

L’opera fu tradotta numerose volte, e per oltre 14 secoli considerata la raccolta più importante sulla conoscenze delle Piante e dei loro effetti.

L’arte fitoterapica tra gli antichi Romani

Più attratti dai profumi che dalle proprietà curative degli oli, gli antichi Romani arricchirono
le proprie conoscenze in materia grazie a medici greci ed asiatici al loro servizio, unitamente ai rapporti instaurati con l’Egitto della Regina Cleopatra.

Curavano comunque le ferite con la Camomilla e i disturbi digestivi e il mal di testa con Olio di Rosa.

Pozioni medicamentose del Medio Evo

Per tutto il periodo dell’alto Medio Evo la conoscenza in materia di piante officinali rimase ad appannaggio dei monaci, quindi scarsamente diffusa; nei chiostri dei loro conventi e nei giardini dei monasteri coltivavano le piante aromatiche, mentre nelle erboristerie si preparavano le pozioni medicamentose.

Fu intorno all’anno 1000 che il medico arabo Avicenna perfezionò la tecnica della Distillazione, rimasta presso che inalterata fino ad oggi.

All’epoca l’importanza dei profumi era soprattutto legata al bisogno di deodorare ambienti e persone vista la scarsa propensione all’igiene.

Fu solo con la fondazione della Scuola Medica Salernitana e col suo periodo di massimo splendore (XII°sec.) che per la prima volta si cominciò ad attribuire importanza anche alla prevenzione oltre che alla cura; in tal modo si intraprese il cammino che doveva poi condurre a preservare una sana costituzione, a ridurre l’insorgenza di malattie, a contenere la diffusione delle stesse.

La Scuola fu la più importante istituzione di tutto il Medio Evo, il più illustre centro di studio ed insegnamento occidentale, e le sue pubblicazioni influenzarono la comunità scientifica dei secoli successivi.

Arte erboristica del Rinascimento

Alla fine del Medio Evo l’Italia si avvia a un periodo di grande rinnovamento e rivoluzione intellettuale.

Nuove forme di scambi culturali e commerciali e la maggiore libertà nella ricerca scientifica condurranno a un’evoluzione nei secoli successivi fino a tutto il ‘700.

Rifiorisce prepotentemente l’antica Arte Erboristica e dal ‘500 al ‘700 vengono realizzati innumerevoli erbari con raffinatissime incisioni illustrative.

L’Italia gioca un ruolo predominante, almeno fino a tutto il ‘600, nell’arte della distillazione.

Aromaterapia nel Novecento

È il secolo delle grandi scoperte scientifiche in campo medico. La tecnica ha reso possibile la sintesi dei farmaci, pronta ed efficace soluzione a numerose patologie.

La qualità della vita è decisamente migliorata e la Fitoterapia conosce così un periodo di rapido, inevitabile declino.

Ciò nonostante, sul versante opposto molti medici sviluppano nuovi studi circa le erbe aromatiche e le loro applicazioni, mossi da un’istintiva ricerca del “naturale”.

Fu il Francese Gattefossè, nel 1928, a coniare il termine “Aromaterapia”; a lui ed ai suoi allievi dobbiamo alcune tra le più importanti scoperte sugli oli essenziali.

La Fitoterapia ai giorni nostri

Dall’ultimo ventennio del ‘900 ad oggi si è assistito a un nuovo progressivo interesse verso i sistemi di cura naturali; forse per la consapevolezza di quanto spesso i farmaci si accompagnano ad effetti collaterali indesiderati, forse per un nuovo interesse verso l’ambiente che ci circonda… o forse perché oggi la tecnica scientifica non ha potuto che comprovare ciò che l’Uomo sta riscontrando da migliaia di anni.


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