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Importanza delle costituzioni

Le costituzioni

Le costituzione nella medicina omeopatica

Come abbiamo detto nel post precedente, l’approccio terapeutico della medicina omeopatica, rispetto a quella allopatica, è completamente differente: non si considera la malattia, ma si considera il malato. Non bastano i soli sintomi del paziente, ma occorre tenere conto di tutte le altre peculiarità che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa malattia.

Sarà il medico omeopata a cercare nella storia del paziente e nelle sue manifestazioni somatiche e psichiche, il rimedio omeopatico più “simile” a lui, cioè il simillimum.

Così ogni rimedio omeopatico ha i suoi sintomi fisici e psicologici, simili a quelli posseduti da quel determinato paziente.

L’essenza e l’originalità dell’omeopatia è che “ogni rimedio è una persona”, capace cioè di impersonificare il malato in ogni sua manifestazione. Ciascun rimedio ha i suoi tratti caratteristici distintivi.

Quindi, in omeopatia non esiste un farmaco generale per una certa malattia, ma farmaci diversi per organismi diversi che ne sono affetti. Sempre a titolo di esempio, in omeopatia non esiste la cura per la gastrite del Sig. X, ma la cura del Sig. X con la sua gastrite, sicuramente diversa da quella di un altro paziente che soffre della stessa patologia.

Alcuni esempi:

    Aconitum napellus è il rimedio delle persone altamente reattive, le cui manifestazioni scoppiano all’improvviso come un temporale estivo;
    Actaea racemosa è la donna isterica;
    Agaricus muscaris è l’ubriaco;
    Allium sativum è l’ingordo;
    Arnica montana è lo sportivo;
    Baryta carbonica è lo scemo del villaggio;
    Carbo vegetabilis è la signora del ventaglio, e così via.

La malattia deve poter essere integrata nella storia complessiva dell’individuo e nelle sue caratteristiche biologiche.

I biotipi

Bisogna tenere conto delle caratteristiche ereditarie, delle patologie passate, degli aspetti somatici, dei sintomi psichici, dei comportamenti, delle abitudini, dei sentimenti, delle relazioni, della reattività agli stimoli ambientali e quant’altro (processo di individualizzazione).

La natura impone a ciascun individuo una sorta di “impronta” che ne caratterizza l’aspetto fisico, psicologico e comportamentale. Raggruppando gli individui in classi sulla base di caratteristiche omogenee, è possibile ottenere i cosiddetti “biotipi”, che sono il complesso dei caratteri morfologici, fisiologici e psicologici propri di ciascun uomo, risultanti dall’interazione del patrimonio genetico con le condizioni ambientali in cui egli vive e cresce e che lo rendono qualcosa di unico, un individuo diverso dagli altri.

Lo studio dei biotipi è antico di migliaia di anni, in quanto già a quei tempi si comprendeva che una certa tipologia di individui reagiva in un certo modo a una particolare medicina. I primi studi furono condotti dagli orientali, in particolare in India con la medicina ayurveda e poi con quella buddista.

La medicina occidentale, che suole farsi nascere con Ippocrate, considera, con formulazioni apparentemente diverse e sempre più complete, delle biotipologie che si rifanno al concetto di “costituzione”, nella quale le componenti morfologiche, fisiologiche (metaboliche-funzionali) e psicologiche si influenzano e si coordinano reciprocamente.

Il modello costituzionale di Ippocrate: approccio umorale

Fu proprio Ippocrate nel V secolo a.c. l’autore di un’analisi biologico-costituzionale che estese la dottrina dei quattro elementi fondamentali (Aria, Fuoco, Terra e Acqua) alla natura umana, introducendo la teoria dei quattro umori, secondo la quale quattro umori base (flegma, sangue, bile nera e bile gialla) governano il corpo umano determinandone lo stato di salute o di malattia.

La predominanza di un umore sugli altri, che egli poi legò alle strutture anatomiche degli organi ed alle loro funzionalità, determinava la configurazione di quattro tipi psicosomatici fondamentali (flegmatico, sanguigno, melanconico e collerico).

Autori successivi e in particolare Galeno (129-199 d.c.) codificarono ulteriormente questa suddivisione senza però modificarne i principi. Bisogna arrivare a tempi molto più moderni,
intorno alla metà del XIX secolo, per veder formulare con diversi contributi la classificazione dei temperamenti (comprensivi della fisicità) tuttora adottata:

  • Temperamento linfatico, che sostituisce il flegmatico: si riferisce a un individuo corpulento, tendente all’obeso, beato, calmo, lento, pigro in cui prevale la funzione nutrizione.
  • Temperamento sanguigno, si riferisce a un individuo normale, rubicondo, allegro, attivo e mobile, tendenzialmente instabile in cui prevale la funzione riproduzione.
  • Temperamento nervoso, che sostituisce il melanconico: si riferisce a un individuo magro, debole, pallido, triste, avaro, con frequenti inibizioni in cui prevale la funzione recettività.
  • Temperamento bilioso, che sostituisce il collerico: si riferisce ad un individuo di bel colore, non equilibrato, irascibile, permaloso, forte, con tendenza all’eccitazione in cui prevale la funzione reattività.

Ivano FerriPost tratto da “Le Costituzioni Omeopatiche e la predisposizione verso salute e malattia. La corretta alimentazione secondo le Costituzioni Omeopatiche”. Scritto dal dott. Ivano Ferri: Docente e consultant CEL, “Center for Evolutionary Learning”. Già docente e ricercatore associazione sahaj yoga Roma. Diplomato AIOT in omeopatia e omotossicologia. Formato in omeomesoterapia e tecnica EAV. Esperto in terapia del dolore e nutrizione. Oncologo membro ARTOI e attivo seminarista nella divulgazione scientifica medica omeopatica e omotossicologica e della meditazione sahaj.
Autore del libro “meditazione, yoga e scienza medica”.
Svolge attività medica libero professionale integrata, praticando omeopatia, omotossicologia e medicina integrata a Bologna e Ferrara.
Lavora al centro SH di San Marino e presso l’istituito IPSI TRAUMA MED di PORTO S. ELPIDIO.
Professore master ARTOI di oncologia integrata Università G. Marconi-Roma.
Professore master Omotossicologia e medicine low doses Univesità La Sapienza-Roma.


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