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Caratteristiche fondamentali di uno shampoo

Le caratteristiche di uno shampoo efficace
Nel precedente post sulla qualità di uno shampoo, avevamo visto che, tra gli altri elementi, la formulazione generica prevede la presenza di:

  • Agenti viscosizzanti
  • Conservanti
  • Regolatori del PH
  • Principi attivi

Vediamo nel dettaglio ogni elemento.

Agenti Viscosizzanti

Sono sostanze la cui funzione è unicamente migliorare l’aspetto estetico del prodotto e la qualità percepita.

L’utilizzatore di uno shampoo ha radicata la errata convinzione che più denso è lo shampoo più questo è “concentrato”; in realtà la densità non ha nulla a che vedere con la concentrazione dei principi attivi, ma solo con la quantità di agente viscosizzante presente.
Inoltre, dal punto di vista strettamente commerciale, si è dimostrato quanto maggiore sia lo spreco di uno shampoo molto denso rispetto a uno più liquido.

Gli agenti viscosizzanti più utilizzati sono:
Agenti viscosizzanti

  • Cloruro di Sodio
  • Cloruro di Ammonio
  • Solfato di Sodio
  • Dietanolamidi (DEA)
  • Gomma di Guar
  • Polietilglicoesteri (PEG)
  • Carbomer (inadatto per gli shampoo).

Conservanti

Come in tutti i prodotti che possono subire degradazione, anche negli shampoo e nei cosmetici in generale sono presenti i conservanti.

Spesso questa categoria viene bistrattata; siamo portati a pensare che solo qualcosa di scadente o fortemente industrializzato necessiti di conservanti: è bene sapere che si tratta di un luogo comune assolutamente falso.

Tutti i prodotti che normalmente utilizziamo nella nostra vita quotidiana hanno una loro vita, caratterizzata da una data di nascita e una data di morte. Tutto si degrada per azione della luce, della temperatura, del tempo.

Conservanti
Là dove poi, come negli shampoo, è presente una componente acquosa, occorre evitare la contaminazione da parte di microrganismi.

Esistono anche conservanti naturali, ma tra questi anche il più efficace (semi di pompelmo) non è in grado di preservare un prodotto, pur ancora chiuso, oltre le 3 settimane.

Il conservante ideale dovrebbe possedere le seguenti 5 caratteristiche:

  1. essere attivo a bassa concentrazione;
  2. svolgere azione battericida nei confronti di un ampio spettro di microrganismi;
  3. essere sufficientemente biodegradabile;
  4. non creare metaboliti tossici;
  5. essere praticamente incolore e inodore;
  6. non essere tossico né irritante alle concentrazioni d’uso consentite.

Questi conservanti risultano efficaci nei confronti di un ampio spettro di microrganismi, ma possono essere causa di sensibilizzazioni cutanee. È quindi molto importante impiegare conservanti ipoallergenici e nelle quantità minime necessarie.

I conservanti più frequentemente utilizzati sono:

  • ACIDO BENZOICO e derivati (Benzoic Acid, Sodium Benzoate)
  • ACIDO SORBICO e derivatiI (Sorbic acid, Potassium Sorbate)
  • PARABENI (Methyparaben, Ethylparaben,Propylparaben, Butylparaben, Isobutylparaben)
  • IMIDAZOLIDINIL UREA (Imidazolidinyl Urea)
  • FENOSSIETANOLO (Phenoxyethanol)
  • DIMETILOL DIMETIL IDANTOINA (DMDM Hydantoin)
  • ALCOL BENZILICO (Benzyl Alcohol)
  • ISOTIAZOLINONI (Methylisothiazolinone, Methylchloroisothiazolinone)
  • ACIDO DEIDROACETICO e SALE SODICO (Dehydroacetic Acid, Sodium Dehydroacetate)
  • POTASSIUM SORBATE
  • SODIUM BENZOATE.

Sostanze senza parabeni

Nell’ambito dei conservanti esiste un sistema (sconosciuto ai non addetti ai lavori) per valutare la serietà di un’Azienda nella scelta dei principi attivi.
Facciamo un esempio molto comune: la categoria dei parabenzoati è oggi considerata a rischio allergie e intolleranze, dunque la tendenza è quella di eliminarla dai prodotti. Ma ci sono in commercio preparati che, pur vantando la dicitura “senza parabeni”, hanno nell’elenco dei componenti sia i parabeni sia altri tipi di conservanti. Perché? Non erano sufficienti gli altri?

La risposta è semplice: quando si formula un preparato si può decidere di non utilizzare un determinato conservante, ma i vari principi attivi impiegati hanno a loro volta un conservante che deve quindi per legge essere espresso.

È dunque molto importante assicurarsi che anche i singoli principi attivi che un laboratorio acquista siano a loro volta prodotti senza i conservanti indesiderati.

Regolatori del pH

Per regolare e stabilizzare il pH del preparato normalmente si usano Ac. Citrico e Ac. Lattico, spesso associati tra loro.

Principi attivi

Sono quegli elementi che possiedono un’azione attiva sulla cute o sui capelli per ridurre carenze, apportare sostanze, contribuire alla normalizzazione di un’anomalia. Valuteremo questa categoria nell’ambito dei singoli trattamenti shampoo della linea Methos.

Concludiamo questa parte riassumendo quelle che sono le caratteristiche fondamentali che uno shampoo deve possedere per garantire un’efficace azione trattante:

  • Deve generare schiuma cremosa, morbida e a piccole bolle.
  • Deve poter essere applicato a cute asciutta e lasciato in posa senza generare irritazioni.
  • Non deve appesantire i capelli e deve donare lucentezza.
  • Deve avere una sapiente sinergia tra i diversi tipi di tensioattivi.
  • Deve rispettare i fisiologici valori di pH e la costituzione del mantello idro-lipidico.
  • Deve essere formulato con principi attivi ipoallergenici e il più possibile naturali.

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